Case pubbliche (ERP) nel limbo – Appello del Sunia di Vicenza: “la Regione emani al più presto i decreti attuativi della nuova legge!”

Case pubbliche (ERP) nel limbo – Appello del Sunia di Vicenza: “la Regione emani al più presto i decreti attuativi della nuova legge!”

Vicenza, 10 novembre 2017 – La nuova legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica approvata in consiglio regionale del Veneto a fine ottobre, oramai è entrata in vigore ma mancano i decreti attuativi. La nuova normativa dovrebbe regolare l’accesso alla casa pubblica in gestione alle ATER provinciali e ai Comuni e in certi casi alle municipalizzate. In realtà mancano tutta una serie di indicazioni demandate alla decisione della Giunta regionale. Di certo si sa solo che il canone minimo per una casa pubblica è di 40 euro al mese. E il massimo? e quali sono i criteri per stabilire le graduatorie nei bandi di assegnazione comunali?

La giunta regionale ha dal 3 di novembre ancora 120 giorni per regolare gli oltre 20 punti previsti dalla legge regionale 39 di quest’anno.

Intanto solo a Vicenza città ogni anno sono oltre 2000 le famiglie che chiedono la casa dal Comune o dall’Ater e gli sfratti per morosità continuano a crescere a dimostrazione che la crisi non ha smesso di creare danni.

Di seguito le osservazioni del segretario del SUNIA di Vicenza sulla legge regionale 39 del 3 novembre 2017 “Norme in materia di ERP”

“Con l’entrata in vigore della nuova legge regionale che regolamenta l’edilizia residenziale pubblica, si compie un salto nel vuoto per molti cittadini che già sono assegnatari di un alloggio ERP e per molti che lo vorrebbero diventare.

Era invece auspicabile che ci fossero dei miglioramenti inerenti le politiche abitative della regione che tenessero conto dello stato di crisi  oramai strutturale che colpisce l’intero paese ed anche la nostra regione; la nuova legge infatti rende l’accesso ad una casa popolare più difficile, e la permanenza per chi già sia assegnatario, molto più precaria che in precedenza.

Troppi punti (quasi una ventina complessivamente) soprattutto i più qualificanti e sensibili, vengono rinviati ai successivi decreti attuativi, per cui al momento dell’entrata in vigore nulla si conosce sui punteggi fondamentali per la formulazione della graduatoria, i criteri per l’accesso, il calcolo del canone, la regolamentazione della mobilità, ma soprattutto come verranno formulati ISE-erp e ISEE-erp, che sono i parametri fondamentali per l’accesso, la permanenza e il calcolo del canone.

L’unico dato certo e statuito è per il momento solamente il canone minimo di 40 euro, su tutto il resto “nebbia in valpadana”, lo sapremo più avanti.

Risulta perciò difficile in questo momento, spiegare al cittadino come poter accedere ad una casa popolare, e a chi già sia assegnatario quale possa essere il futuro al quale andrà incontro.

Da una nuova legge sull’ERP rivolta a fasce di popolazione più deboli di altre, ci si aspettava maggior attenzione agli aspetti sociali dell’abitare, invece siamo di fronte ad un tentativo di scaricare sui cittadini stessi gli oneri di gestione degli enti preposti.

Tutto ciò non farà che scaricare sui comuni e dunque sulle finanze pubbliche, i costi anche sociali che questa riforma rischia di produrre.

Come Sunia siamo completamente avversi a questa riforma che va a intaccare un già esiguo patrimonio abitativo messo a disposizione di quei cittadini che per reddito non possono accedere al libero mercato della locazione.

Che ciò accade proprio in un momento di profonda crisi economica, con le conseguenze che questa si trascina, la dice lunga sull’attenzione che l’attuale giunta regionale presta ai propri cittadini.

Lo slogan “prima i veneti”, resta solo uno slogan, saranno proprio i cittadini veneti infatti ad essere maggiormente colpiti da questa legge, che penalizza proprio quelle persone e famiglie che ne avrebbero maggiormente bisogno!”

Link al BUR

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioLegge.aspx?id=356247

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