CONTRATTI CANONE CONCORDATO (3+2): IL SUNIA FORNISCE L’ATTESTAZIONE DI CONFORMITA’

CONTRATTI CANONE CONCORDATO (3+2): IL SUNIA FORNISCE L’ATTESTAZIONE DI CONFORMITA’

Con l’entrata in vigore del D.M. 19/1/2017 che ha modificato l’art.2 c.3 della legge 431/98, per tutti i contratti a canone concordato (3+2) è ora richiesta l’attestazione di conformità.
L’attestazione deve essere rilasciata da una delle OO.SS degli inquilini e della proprietà edilizia, che rilascia l’attestato di conformità del contratto sottoposto al controllo, agli accordi territoriali firmati tra i comuni e le OO.SS stesse.
L’attestazione rilasciata, può essere allegata al contratto depositato (o da depositare) presso l’Agenzia delle Entrate ed è esente dall’imposta di registro.

Che cos’è l’attestazione?

L’attestazione è un documento che viene rilasciato dal nostro sindacato, che per l’appunto attesta, che il contratto di locazione a canone concordato (3+2) che ci viene sottoposto, è conforme nei parametri economici e normativi, all’accordo territoriale stipulato tra i comuni e le OO. SS. degli inquilini e della proprietà edilizia.

A chi serve?

Al locatore: per poter accedere a tutte le facilitazioni fiscali concesse dai comuni  e dall’agenzia delle entrate per questa tipologia di contratto, e ad essere certo che sia redatto in forma perfettamente corrispondente al dettato di legge (L. 431/98 art. 2 c. 3)

All’inquilino: per controllare che il contratto firmato sia esattamente corrispondente sia nell’entità del canone richiesto che nella  redazione, per forma e contenuto, a quanto stabilisce la L. 431/98 e l’accordo territoriale tra i comuni e le OO.SS. degli inquilini e della proprietà edilizia.

Documentazione da presentare

Il contratto di locazione da stipulare o già stipulato e firmato dalle parti (locatore e conduttore), depositato presso l’Agenzia delle entrate.
Attenzione!
L’attestazione serve anche per i contratti già in essere e depositati presso l’Agenzia delle Entrate successivamente al 16/1/2017.

L’attestazione non è sottoposta al pagamento dell’imposta di registro.

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